Gingerbread

gennaio 1, 2011 § Lascia un commento

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Pan di Zenzero di Montersino: 360 grammi di zucchero di canna grezzo, 110 grammi di zucchero semolato, 360 grammi di burro, 10 grammi di cannella in polvere, 25 grammi di zenzero in polvere, 90 grammi di uova intere, 25 grammi di latte intero, 720 grammi di farina, 10 grammi di lievito chimico, 2 grammi di sale

Per la Glassa Reale rimango fedele a quella della Gigli: 600 grammi di zucchero a velo e 100 grammi di albumi.

Procedimento per il pan di zenzero: Frullare i due tipi di zucchero con il burro , la cannella, lo zenzero e il sale con uno sbattitore elettrico fino ad ottenere una crema spumosissima e burrosissima. Unire a filo le uova leggermente sbattute, il latte e infine la farina setacciata insieme al lievito. A questo punto si metterà da parte la lavorazione con lo sbattitore elettrico e si procederà manualmente fino a quando non si otterrà un composto compatto. Non c’è bisogno di far riposare l’impasto ma io per problemi logistici ho dovuto farlo e ammetto che quella mezzoretta è giovata per rendere l’impasto ancor più lavorabile. Ho steso con il mattarello l’impasto a piccole dosi e ho ritagliato tutti i miei omini fino all’esaurimento dell’impasto. E il mio. Esaurimento, sì. Ho invaso praticamente casa perchè la dose era oggettivamente esagerata e lo sapevo già. Ma come avrei fatto altrimenti a invadere un po’ anche l’albero di Natale? Mi permetto quindi di darvi il consiglio ( pur odiando dire “darvi un consiglio”, cielo) di optare per metà dose che già metà basta (perchè non riesco a scrivere bene una ricetta? eh? perchè?).

In forno a 170 per 20-25 minuti e i vostri omini di pan di zenzero sono pronti per prendere vita.

La Glassa reale è semplicissima e mi piace da pazzi pulire poi tutta la cucina, devo dire. Perchè mentre monto gli albumi molto intelligentemente lancio lo zucchero a velo come se piovesse non prestando molta attenzione e mi ritrovo sempre i capelli un po’ alla Einstein (che Albert mi perdoni per questo impietoso paragone), innevati  e successivamente gonfi. Sono sicura che nelle lacche ci sia una componente di farina perchè sui capelli dona quel volume inaspettato che neanche la L’Oreal ha osato tanto con “lacca capelli gonfi 34 ore no stop”. E’ giunto il momento più bello. Quello in cui mi dileguo nel nulla e vi lascio in pace.

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